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Intelligenza artificiale: il Parlamento Europeo approva l’European Artificial Intelligence Act

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA L’EUROPEAN ARTIFICIAL INTELLIGENCE ACT

Avv. Giulia Cavalli

Come probabilmente avrete già sentito, lo scorso 13 marzo il Parlamento Europeo ha approvato lAI Act, il primo quadro normativo a livello mondiale volto a regolamentare l’intelligenza artificiale (IA) e i rischi correlati al suo crescente uso nella vita di tutti i giorni.

 

Si tratta sicuramente di una decisione rivoluzionaria nel suo genere che, tuttavia, è ancora in fase embrionale.

 

Il testo, infatti, è in fase di adozione formale e di traduzione; se verrà definitivamente approvato la vera e propria legge relativa all’IA entrerà in vigore ufficialmente dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

Secondo l’attuale impostazione, tuttavia, la disciplina e gli obblighi ivi contenuti acquisteranno efficacia dopo un periodo di transizione di 2 anni, con alcune eccezioni:

 

– i divieti entreranno in vigore dopo 6 mesi,

– le regole di governance e gli obblighi de seguire per lo sviluppo dei modelli di IA di uso generale diventeranno applicabili dopo 12 mesi, e

– le regole per i sistemi di IA incorporati in prodotti regolamentati si applicheranno dopo 36 mesi.

 

Inoltre, per favorire la transizione al nuovo quadro normativo, la Commissione ha lanciato il cosiddetto Patto sull’IA, un’iniziativa su base volontaria volta a incoraggiare le imprese a comunicare volontariamente i processi e le pratiche che stanno mettendo in atto per prepararsi all’entrata in vigore delle nuove norme.

 

L’obiettivo primario è promuovere un’IA “affidabile” fornendo sia agli sviluppatori sia agli utilizzatori gli strumenti necessari per utilizzare e sfruttare in maniera consapevole l’intelligenza artificiale, garantendo la sicurezza e i diritti fondamentali di tutti gli operatori coinvolti tramite investimenti mirati e riducendo al contempo i relativi oneri posti a carico delle imprese, soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni.

 

A tal fine, è stata proposta l’implementazione di norme basate sulla valutazione del rischio, che mirano a vietare i sistemi di IA che presentano rischi “inaccettabili” e stabilire, di conseguenza, requisiti chiari per i sistemi cosiddetti “ad alto rischio”.

 

Allo stato, pertanto, i diversi sistemi sono stati ripartiti in 4 diversi livelli di rischio:

 

Alto rischio

 

Includono sistemi che sfruttano la tecnologia di IA – tra l’altro – in infrastrutture critiche, come i trasporti, formazione scolastica o professionale, componenti di sicurezza dei prodotti, occupazione, gestione dei lavoratori, servizi pubblici e privati essenziali, diritti fondamentali delle persone, gestione del controllo delle frontiere e amministrazione della giustizia.

Anche tutti i sistemi di identificazione biometrica a distanza sono considerati ad alto rischio e soggetti a requisiti rigorosi. In linea di principio e salvo eccezioni, l’uso dell’identificazione biometrica a distanza in spazi accessibili al pubblico a fini di applicazione della legge sarà vietato.

 

Per potere immettere sul mercato e utilizzare l’intelligenza artificiale in attività connesse ai predetti ambiti, pertanto, dovranno essere adottati sistemi di valutazione e mitigazione del rischio e rispettati obblighi molto rigorosi.

 

In aggiunta, una volta che un sistema di questo tipo verrà reso disponibile, sarà compito delle autorità preposte assicurarne la supervisione e il monitoraggio.

 

Rischio limitato

 

Si riferisce principalmente a sistemi i cui rischi vengono associati alla mancanza di trasparenza.

 

A tal fine AI Act introduce specifici obblighi di trasparenza per garantire che i consumatori siano consapevoli che la tecnologia che stanno utilizzando sfrutta l’intelligenza artificiale; i vari fornitori, inoltre, dovranno garantire che i contenuti prodotti siano identificabili come generati artificialmente.

 

Rischio minimo e Rischio nullo

 

Per questi tipi di sistemi il cui rischio è minimo o addirittura nullo è invece consentito l’utilizzo libero dell’IA senza particolari accorgimenti.

 

Rientrano tra questi, per esempio, i filtri antispam.

 

Sottolineiamo a questo proposito, che secondo l’UE attualmente la maggioranza dei sistemi di IA attualmente utilizzati nel territorio rientra in questa categoria.

 

Per garantire una corretta e celere attuazione della predetta disciplina nel febbraio 2024 è stato appositamente costituito all’interno della Commissione Europea l’Ufficio europeo per l’IA.

 

Tale struttura avrà il compito di supervisionare e attuare l’applicazione delle diverse norme all’interno dei singoli stati membri. Promuoverà, inoltre, l’innovazione, la collaborazione e la ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale anche attraverso la cooperazione internazionale.

 

Attraverso lo sviluppo e l’implementazione di questo nuovo pacchetto di norme l’Europa punta, quindi, a posizionarsi come leader a livello mondiale nello sviluppo etico e sostenibile delle tecnologie dell’IA.

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