AGRICOLTURA ED ENERGIA RINNOVABILE
Al via il bando Facility Parco Agrisolare
Avv. Riccardo Mathis
Aperto il 10 marzo il bando per accedere ai fondi della Facility Parco Agrisolare, una delle misure del PNRR pensate per accompagnare il settore agricolo verso la transizione energetica. Si tratta di un’opportunità particolarmente rilevante per le imprese del comparto agricolo e agroindustriale, che possono ottenere contributi per investire in energia rinnovabile e ridurre al tempo stesso i costi energetici delle proprie attività. Vediamo quindi meglio cosa prevede questa misura e chi sono i potenziali beneficiari.
La misura mette a disposizione 789 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici utilizzati per attività produttive nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire la produzione di energia pulita direttamente nei luoghi di lavoro delle imprese agricole, dall’altro migliorare l’efficienza energetica degli edifici rurali, spesso caratterizzati da strutture datate o energivore.
Gli interventi finanziabili riguardano in primo luogo l’acquisto e l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati strumentali all’attività d’impresa. Gli impianti possono avere una potenza compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp, dimensioni che consentono di adattare l’investimento sia alle realtà agricole più piccole sia a quelle agroindustriali di maggiori dimensioni. Accanto all’installazione degli impianti, il bando consente anche di realizzare interventi complementari di riqualificazione degli edifici, come la rimozione e lo smaltimento dell’amianto dalle coperture, l’isolamento termico dei tetti o la realizzazione di sistemi di aerazione per migliorare le condizioni energetiche e strutturali dei fabbricati. In aggiunta, le imprese possono richiedere contributi anche per sistemi di accumulo dell’energia elettrica o per infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica, integrando così la produzione energetica con soluzioni di gestione e utilizzo più efficiente dell’energia prodotta.
Le risorse stanziate saranno assegnate mediante una procedura a sportello: le domande verranno quindi esaminate in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento dei fondi disponibili, applicando specifici criteri di priorità previsti dall’Avviso.
Il bando prevede inoltre specifici requisiti tecnici per i componenti degli impianti: in particolare, i moduli fotovoltaici utilizzati dovranno essere prodotti da aziende iscritte al Registro dei Moduli Fotovoltaici di ENEA, istituito ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 9 dicembre 2023, e appartenere alle categorie A, B o C, così da garantire determinati standard qualitativi e di efficienza.
Il budget complessivo della misura è suddiviso tra diverse tipologie di operatori del settore agricolo e agroindustriale. 473 milioni di euro sono destinati alle imprese che operano nella produzione agricola primaria, con vincolo di destinazione prevalente dell’energia prodotta all’autoconsumo aziendale, mentre 150 milioni di euro sono riservati alle imprese che si occupano della trasformazione di prodotti agricoli. Ulteriori 10 milioni di euro sono dedicati alle imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli, mentre 140 milioni di euro sono previsti per imprese della produzione agricola primaria senza specifici vincoli. Questa articolazione delle risorse consente di sostenere l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla trasformazione.
Per quanto riguarda i soggetti che possono accedere agli incentivi, il decreto ammette una platea piuttosto ampia di operatori. Possono presentare domanda imprenditori agricoli, sia in forma individuale sia societaria, imprese agroindustriali, cooperative agricole che svolgono attività riconducibili all’articolo 2135 del codice civile e consorzi di cooperative previsti dal decreto legislativo n. 228 del 2001. È inoltre possibile partecipare anche in forma aggregata, ad esempio attraverso associazioni temporanee di imprese (ATI), raggruppamenti temporanei di imprese (RTI), reti di impresa o comunità energetiche rinnovabili (CER). Un requisito fondamentale è che l’impresa che realizza l’intervento sostenga direttamente i costi e abbia la disponibilità del fabbricato su cui verrà installato l’impianto, oltre a possedere i requisiti previsti dall’allegato tecnico dell’Avviso e a rientrare nei codici ATECO indicati dal Ministero.
Le domande di accesso ai contributi devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica tramite il portale dedicato, accessibile dall’area clienti della piattaforma del GSE entro il 9 aprile 2026, termine oltre il quale le domande non saranno più ricevibili. L’obiettivo del programma è quello di assegnare integralmente le risorse disponibili entro il 30 giugno 2026, contribuendo in tempi rapidi alla diffusione di impianti fotovoltaici nel settore agricolo.
In un contesto in cui il costo dell’energia rappresenta una delle principali voci di spesa per molte imprese agricole, la Facility Parco Agrisolare rappresenta quindi uno strumento concreto per investire nella sostenibilità e nell’autonomia energetica delle aziende. Non solo un incentivo economico, ma anche un tassello della più ampia strategia di transizione ecologica che coinvolge l’intero sistema produttivo agroalimentare italiano.
Il presente articolo non intende fornire un parere legale e, per l’effetto, non può essere considerato sostitutivo di una consulenza legale specifica.
